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Le opere di Maria Valtorta per riscoprire la famiglia

DiRedazione

Set 30, 2020
maria valtorta

La famiglia è considerata dai testi normativi e costituzionali la cellula della società. Negli ultimi anni, il punto di vista su quella che è la prima comunità con cui abbiamo a che fare è cambiato tantissimo. Si può parlare di una vera e propria crisi della famiglia. A contribuire ad essa sono intervenuti molti fattori, tra i quali è possibile ricordare senza dubbio la frenesia della quotidianità, che ci porta sempre più a mettere in secondo piano l’attenzione ai rapporti con i familiari.

Per riscoprirli, una buona strada può essere quella della lettura. Nell’ambito del mondo del misticismo cristiano, è interessante, a tal proposito, l’opera di Maria Valtorta.

Nata a Caserta il 14 maggio del 1897 e venuta a mancare a Viareggio nell’ottobre del 1961, ha lasciato una produzione che permette di riflettere in maniera molto profonda sui valori attorno ai quali dovrebbe muoversi il nostro vivere quotidiano.

Maria Valtorta: perché la sua opera può essere utile per riflettere sui valori della famiglia

Quando si parla delle opere e quaderni di Maria Valtorta, è possibile chiamare in causa una serie di scritti che, a detta di tantissime persone, rappresentano un punto di riferimento per riscoprire i valori della famiglia.

Come mai? Prima di tutto, per rispondere è il caso di riflettere su come e quando le opere della Valtorta sono state composte. La mistica, infatti, ha iniziato a scrivere nel 1942, in un periodo molto particolare della sua vita.

Ai tempi, infatti, era inferma da ben 8 anni. La Valtorta ha iniziato a redigere la sua autobiografia su invito di Padre Migliorini, suo confessore. Non stiamo parlando di un volume qualunque, ma di un’opera di oltre 760 pagine.

Per quale motivo può essere considerata una lettura per riscoprire il valore della famiglia? Come già specificato, solo il modo in cui è stata composta parla tantissimo. La mistica, infatti, ha scelto di raccontarsi nonostante le difficoltà fisiche, di lasciare al mondo una testimonianza della sua fede a prescindere dall’infermità.

Questo approccio deve essere messo in primo piano tutti i giorni in famiglia. Certo, non tutti vivono le traversie di un’infermità fisica che costringe a letto e che, nel caso in cui bisogna scrivere, permette di farlo solo con grandi difficoltà, tenendo il foglio sulle ginocchia.

Sono spesso altre le difficoltà che caratterizzano la quotidianità di chi ha una famiglia. Il caso di Maria Valtorta insegna che è importante affrontarle e comunicare al mondo il proprio esempio di coesione e di amore.

Maria Valtorta, i suoi scritti come testimonianza di fede

Gli scritti di Maria Valtorta, al di là dell’esempio metaforico sopra ricordato, sono una grande testimonianza di fede. La mistica campana, infatti, ha riassunto nei suoi Quaderni diversi scritti di natura agiografica, profetica e ascetica. Se si ha il dono di una profonda fede cattolica, di sicuro si considera importante il fatto di trasmetterla ai figli.

La lettura è fondamentale a tal proposito. C’è quella del Vangelo canonico indubbiamente. Il mondo cattolico, però, è estremamente ricco di esempi di vita importanti da conoscere. Quello di Maria Valtorta è particolare in quanto, soprattutto nelle opere ispirate, caratterizzato dalla presenza di commenti efficaci ai testi sacri, come per esempio quelli di San Paolo. Saulo di Tarso, nelle sue lettere, ha più volte messo in primo piano riflessioni sulla famiglia, paragonando questa cellula al rapporto tra la Chiesa e Cristo.

Per arricchire la propria conoscenza dei testi sacri e per riflettere sul vero valore della propria quotidianità nella cellula fulcro della società, gli scritti di Maria Valtorta possono rappresentare un valido punto di partenza per comprendere meglio i contributi dei grandi nomi della cristianità.